PICASSO

UN SOAVE INCONTRO DIVINO

DESCRIZIONE

Picasso “incontra” quattro artisti riconosciuti e introdotti da Lucia Bosè, hanno esposto in esclusiva per la Strada del Vino Soave le loro installazioni artistiche pensate appositamente per queste insolite location, opere in cui amore, passione, gusto per il bello saranno protagonisti.

L’appuntamento è stata un’anteprima della mostra dedicata a Picasso che si è tenuta nel suggestivo borgo medievale di Soave nella sala delle Feste del Palazzo del Capitano e successivamente a Monteforte d’Alpone nel Palazzo Vescovile.

Nelle Aziende Balestri Valda, Cantine Vicentini, Cantina Monte Tondo e Cantina Ca’ Rugate, socie della Strada, verranno esposte le opere di Federico Paris, Nino Ventura, Mauro Patrini ed Emilio Farina, artisti di alto profilo che hanno esposto al Museo degli Angeli di Segovia – Spagna.

Metalli e terracotta, dipinti e moderne istallazioni cattureranno in una sola immagine tutte le emozioni che sprigionano dalla terra e dai suoi frutti, per un’arte guidata dallo spirito geniale di questi quattro artisti italiani di fama internazionale che hanno esposto ciascuno in una cantina, una loro opera costruita ad hoc all’interno della cantina stessa.

Quattro grandi interpreti del Contemporaneo, scoperti dal geniale intuito di Lucia Bosè, fondatrice e mecenate del Museo degli Angeli di Segovia in Spagna.

L’OPERA IN MOSTRA PRESSO LA CANTINA CA’RUGATE

Nasce dal Bacile, centro del mondo, la Vitae di Emilio Farina, volteggia spumosa ai confini del vuoto. Fiume ininterrotto di sensi e piacere. Scorre come vene dalla terra fino alle volute dell’Universo travolgendo tutto quello che incontra con la sua Primavera di colori.

La Vitae, l’essenza dell’essere, la forza trascinante del piacere che porta al DiVino, estasi di aromi e sapori che fanno di questa Visione lo Spirito dell’Amore.

L’OPERA IN MOSTRA NELLA CANTINA BALESTRI VALDA

Gli Spiriti in cantina è la nuova opera di Federico Paris ideata per la cantina Balestri Valda, si tratta di dieci etichette-scultura realizzate in lamiera tagliata- saldata modellata e dipinta a smalto applicate su bottiglie Salmanazar da nove litri e raffiguranti gli spiriti del vino, alcuni benevoli alcuni malevoli.

Non solite etichette rettangolari, ma vere e proprie sculture che da una parte si adattano al supporto (la bottiglia) dall’altra debordano e seguono linee proprie sconfinando nello spazio antistante.

La cantina quindi come luogo mistico e misterioso, popolata da una nuova mitologia che trae da questo luogo, enfasi e spiritualità, restituendo la devozione in una forma religiosa pagana. Nella penombra, e al fresco della cantina Balestri gli spiriti ci giudicano, ci proteggono, ci osservano e ridono di noi.

L’OPERA IN MOSTRA NELLA CANTINA DI MONTE TONDO

Year 3054: Ultra-violet (U.V.A.) di Mauro Patrini. Città sovrappopolate, sbiadite da un inquinamento che squarcia il cielo. Città riarse, bruciate, consumate da impietosi raggi solari, avidi e implacabili come chi aprì loro il varco. Città imponenti, ma fragili, immobili, morte.

Atmosfere rarefatte, odori nauseanti, piogge acide, alberi disseccati, …… silenzi, cui è affidato il dolore del pensiero che tace il ricordo di colori, respiri, profumi.

L’OPERA IN MOSTRA PRESSO LA CANTINA VICENTINI COLOGNOLA

Lo scultore Nino Ventura, partendo dalla zolla di argilla, dà vita ad una serie di personaggi, di evidente contenuto simbolico, che, ciascuno nella propria tipicità, evocano riti, tradizioni o funzioni che, indipendentemente dal nostro vissuto, in qualche modo ci sono familiari. Familiare è anche il procedimento che porta alla realizzazione del manufatto stesso: terra, acqua, fuoco, altre “terre” e poi ancora fuoco, ma anche attesa, mani, sangue, sudore e passione, tanta passione ed amore per un lavoro che è la ragione della vita stessa.

Così l’artista e lo scultore si sovrappongono al contadino ed al vignaiolo, condividendo materiali e fini, alla ricerca del risultato perfetto che appaghi i sensi e l’anima.

Lo “Spirito della vigna”, alito di vento, spesso protagonista di leggende raccontate dai nostri vecchi, all’ombra di un albero o intorno al fuoco, dopo una giornata di faticoso lavoro.

I “Processionari-i custodi del Segno”, custodi dei segni, o meglio della simbologia legata alla cultura sviluppatasi nel bacino del mediterraneo e che è prepotentemente ricorrente, sebbene con qualche leggera variabile, in molte altre civiltà.

La “Grande coppa del re” e la “Grande coppa della regina”, colorati contenitori per l’uva ma anche rielaborazione delle “Teste di moro” siciliane che, nel ‘700 abbellivano le tavole durante i sontuosi banchetti.

Infine il “Pitociu”, figura derivata dalle forme apotropaiche medievali, posta poi sui comignoli delle case, a tenere lontani gli spiriti maligni e ad assicurare un abbondante raccolto. Nino Ventura, in questo allestimento, integra al pathos del luogo, l’armonia giocosa di personaggi che raccontano i miti ed i riti della nostra stessa esistenza, dando vita ad un caleidoscopio di rappresentazioni della stessa.

TAPPE

ITALIA. Verona, Cantine della Strada del Vino di Soave. Maggio – Agosto 2008